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BICICLETTA IN BELLEZZA
E soprattutto in sicurezza. Parafrasando la bellezza in bicicletta, questa estate cerchiamo di dare alle due ruote – mezzo di trasporto ecologico per eccellenza – l'attenzione che meritano.

Tempo d'estate, tempo di bici...eppure la vita per i ciclisti è sempre dura, almeno in Italia dove le piste ciclabili continuano a scarseggiare (o sono impresentabili), a fronte dell'aumento degli incidenti anche mortali che coinvolgono i viaggiatori a due ruote.


In dieci anni sono 2.556 i ciclisti morti sulle strade italiane, più del doppio delle vittime nel Regno Unito dove ne circolano tantissimi. Un prezzo inaccettabile per chi decide di muoversi in modo pulito e sostenibile. Nel 2010, a livello europeo, il nostro Paese si è collocato al terzo posto per la mortalità stradale dei ciclisti, preceduto solo dalla Germania (462 morti) e dalla Polonia (280). Il problema centrale è allora quello di offrire minime condizioni di sicurezza ai velocipedi e trasformare progressivamente le nostre città affinché non siano solo a misura di automobile (e di conseguente inquinamento ambientale).

Recentemente è stata lanciata, a livello internazionale, la campagna Salviamo i Ciclisti importato anche nel nostro Paese grazie all'impegno di 34 blogger desiderosi di mettere in evidenza la problematica della sicurezza dei ciclisti sulle strade attraverso il coinvolgimento delle principali testate giornalistiche. In quasi tutte le città italiane è stato aperto un gruppo Facebook al riguardo dove ognuno può presentare le proprie proposte e segnalare iniziative.

Dagli interventi dei forum locali, la strada, anche agli occhi di chi si sente un professionista della guida a due ruote, viene percepita come un luogo molto pericoloso, soprattutto per i ciclisti che si portano dietro un bimbo e che sanno bene di essere considerati degli intrusi. Sono tentati, quindi, di salire sui marciapiedi non tanto per comodità o pigrizia, ma per evitare tratti troppo ostici a causa del traffico e della velocità delle automobili, dall'apertura improvvisa delle portiere, delle rotaie dei tram, delle disconnessioni del manto stradale. Il che ovviamente non esenta i ciclisti dal rispetto rigoroso delle re.

Forse non tutti sanno che l'articolo 208 del Codice della strada indica che una quota pari al 50 per cento della somma derivante dalle sanzioni amministrative dev'essere destinata alla sicurezza stradale e quindi anche alla costruzione o miglioramento delle piste ciclabili.

In Italia si sta cominciando faticosamente a imboccare un percorso culturale alternativo all'automobile privata per una mobilità sostenibile. Di questa tendenza la bicicletta è parte integrante, come dimostra il successo del bikesharing nelle principali città italiane. Cerchiamo quindi di incentivare questa pratica e di migliorare le corsie riservate a questo mezzo. In questo modo anche i piccoli abusi che spesso gli automobilisti rinfacciano ai ciclisti non avranno più modo di trovare giustificazione e ognuno sarà richiamato alla gestione responsabile del proprio mezzo di trasporto. A due o quattro ruote.

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