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NUOVE TERRE, NUOVI OCCHI*
Sempre più persone scelgono il turismo sostenibile come modo di viaggiare, risparmiando e scambiandosi esperienze con altre culture. Ora anche in Sicilia... Grandi titoli sui giornali annunciano che la Sicilia sta fallendo. Ma nonostante tutto guarda  avanti, vista la scelta di Agrigento di puntare sul turismo sostenibile con un progetto di aggregazione delle potenzialità pubbliche e private presenti nel territorio che andrà avanti fino al 2020.

Se ne è parlato durante l'incontro "Vision 2020-Il futuro è qui", organizzato dalla fondazione AGireinsieme con il distretto turistico Valle dei Templi.

Sarà un tavolo permanente in cui si individueranno percorsi di turismo sostenibile, eventi che richiamino gente sul territorio (la Sicilia ha i più bei teatri, anfiteatri e arene d'Italia), soluzioni per migliorare la qualità dell'offerta, interventi di valorizzazione anche su centri storici minori, potenziamento degli impianti sportivi ecc.

Inoltre, un po' paradossalmente, l'area archeologica della Valle dei Templi non è collegata al centro storico di Agrigento, a sua volta bellissimo e ricchissimo di arte e storia. Una delle necessità primarie, quindi, è quella di rafforzare il legame Valle-Centro portando il turismo anche in città.

Un progetto che esca dalle mura di Agrigento e vada a interessare anche altri Comuni.
Insomma, un progetto di turismo sostenibile che porti gente alla città, con tutto quello che comporta a livello economico, ma in modo responsabile e attento alla cultura del luogo.

In questo momento, non nascondiamolo, di grossa crisi economica, sociale e anche ambientale, sempre di più la gente sente il bisogno di fare vacanze (chi riesce a farle!) che siano più semplici, più economiche e magari anche utili ad altri Paesi, e anche al nostro, che certo non è messo bene (il caso di Agrigento è un bell'esempio di turismo sostenibile nostrano).

Per chiarezza, facciamo un riassunto di cosa si intende per turismo sostenibile (o responsabile che dir si voglia).

Si intende un modo di viaggiare che
- riduce al minimo l'impatto sul territorio, sia in senso ambientale che sociale;
- valorizza il rapporto con la gente e la cultura del luogo in cui si va;
- rispetta le tradizioni, le regole e gli usi della comunità locale:;
- stabilisce rapporti continuativi di cooperazione solidale.

La carta del turismo sostenibile, che risale al 1995, lo definisce: «una pratica ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, socialmente ed eticamente equa, economicamente conveniente». Quale miglior riassunto...

Ora tanta gente sta scegliendo questo modo di viaggiare che privilegia l'incontro, la cooperazione, la condivisione, che prevede tappe di durata piuttosto lunga che consentano di mettere in piedi scambi e relazioni e di entrare in contatto con la realtà umana, politica, ambientale, culturale e artistica del territorio. In un momento in cui la cultura occidentale è tornata a un individualismo strisciante e piuttosto noioso, si sente molto il bisogno di tutto questo.

Si viaggia solitamente in piccoli gruppi, supportati più che guidati da un accompagnatore che è di solito un rappresentante della comunità ospitante; si privilegiano strutture di accoglienza a gestione locale; si adotta la politica del prezzo trasparente (in una scheda vengono elencate tutte le voci che compongono il prezzo finale e la ripartizione delle quote di tale prezzo, in modo che il viaggiatore sappia quanto resta alle comunità ospitanti); nel prezzo è prevista anche un'offerta a discrezione del viaggiatore che va a sostegno di progetti di solidarietà e sviluppo (costruzioni di ospedali e scuole, interventi sanitari, bonifiche ecc); si organizzano riunioni pre e post viaggio in modo che il gruppo abbia la possibilità di confrontarsi sulle aspettative e alla fine sull'esperienza vissuta.

Insomma, un modo bello, economico ed etico di viaggiare, che agevoli il rapporto tra le persone e le culture e faccia magari fare uno scarto in più: se ognuno portasse nel proprio Paese di origine le esperienze, anche pratiche, dei viaggi forse il mondo sarebbe ancora più piccolo e la gente più vicina e anche più tollerante...


*«Vogliamo vivere il mondo con occhi curiosi e non superficiali, capaci di ammirare ma anche di capire per imparare a rispettare...perché viaggiare non vuol dire cercare nuove terre ma avere occhi nuovi» - Marcel Proust
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Dalla chiocciola al green building


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