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PARCHEGGIO AD ARTE
 Un esperimento di biomimetismo architettonico a Brisbane in Australia reinserisce un vecchio parcheggio multipiano a pieno titolo nell’ambiente urbano rendendolo un’opera d’arte.

La parte destinata a parcheggio è stata avvolta da una grande installazione architettonica "Landlines", ideata in biomimetismo in collaborazione con l’artista Jennifer Marchant, che riproduce le linee topografiche del territorio attorno alla città di Brisbane, rendendo così nota alla popolazione, perlopiù ignara o distratta, qual è la vera conformazione del territorio in cui si trova.

“Avvolta” attorno a tre livelli del garage, l’opera artistica è stata creata impiegando 549 pannelli di alluminio a taglio laser verniciati a polvere ampi 1.2m x 3.6 m. Nel complesso l’installazione riproduce per l’esattezza i rilievi di una mappa geografica del vicino Parco Nazionale del Main Range a Brisbane.


Oltre a rispondere a precise ragioni estetiche, agendo come un “velo” che offusca la vista sgradevole sul parco auto, i pannelli ondulati d’alluminio facilitano la ventilazione naturale del parcheggio, consentendo all’edificio di evitare l'uso di sistemi di ventilazione meccanica e di risparmiare il corrispondente di 615.000 euro all’anno grazie alla utilizzazione del raffrescamento passivo.

“L'ispirazione è venuta dalla natura antidemocratica degli edifici più alti, in risposta al fatto che poche persone hanno la possibilità di godere dalla vista dall’alto” spiega Michael Morgan, managing Director dello studio di architettura. “Rappresentando i contorni del paesaggio circostante "Landlines" riproduce sul livello stradale la vista di cui si gode dall’alto dell’edificio. Contestualmente l’opera crea un gioco visivo per cui un paesaggio tridimensionale orizzontale viene raffigurato su una struttura verticale”.
Questa è la vera novità dell’intervento: la trasposizione in una dimensione biomimetica inusuale e verticale, del territorio che invece si espande orizzontalmente.
Il cambio di punto di vista, e la vista dal basso di un effetto che solitamente si gode dall’alto ha una funzione di grande stimolo culturale oltre che visivo.

La sostenibilità di un intervento urbano passa non solo dall’utilizzo di tecniche di costruzione sostenibile, come per esempio in questo caso il ricorso al raffrescamento passivo. Importante è anche il significato che questo intervento assume per l’intero ambiente urbano. Troppo spesso vengono catapultate dal cielo nuove costruzioni che non c’entrano nulla con l’intorno in cui si inseriscono. Anzi, questo pare essere il criterio portante delle scelte formali delle amministrazioni oggi: far progettare ad architetti non del posto oggetti provenienti dall’iperuranio e totalmente scollati dal contesto, che restano poi per sempre dei meteoriti artificiali incastrati nelle città senza mai entrarne in relazione.
Un intervento come questo di Brisbane dimostra che architetti locali, profondi conoscitori del luogo e delle sue esigenze e potenzialità, possono trovare soluzioni impensate e originali alle problematiche affrontate, inserendo perfettamente le loro opere nel contesto urbano.


Per approfondimenti:
www.nettletontribe.com.au

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