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LA QUADRATURA DELL'8
L’architettura sostenibile più grande della Danimarca è a forma di 8 ed è stata scelta come miglior edificio residenziale al mondo. Francamente ci vuole del coraggio per definirlo tale. Non è proprio quello che si immagina possa essere l'ideale per abitare, se non altro per l'affollamento e la promiscuità a cui obbliga, ma vale la pena fare una piccola deviazione ai margini della città per conoscere questa nuova interessante realtà.

Lo vogliamo segnalare perché, a parte l'immensità dell'impianto, che lo rende imponente e innaturale, in realtà questo edificio squadrato chiamato "8TALLET" ha moltissime ragioni per aver vinto il Green Roof in Scandinavia Award attribuito dalla Scandinavian GreenRoof Association (Malmo). 8TALLET è stato progettato dallo studio di architettura di fama internazionale Bjarke Ingels Group (BIG), noto, tra altri risultati, per il contributo danese alla World Expo di Shanghai.

Innanzitutto ha vinto per l'idea di un immenso tetto verde a giardino pensile, che rappresenta il nucleo centrale dell'idea progettuale. E anche per tutto l'assetto di questa piccola "città-giardino", impostata sul risparmio energetico, sullo sfruttamento della luce naturale, sul recupero termico del calore prodotto dal sole attraverso la copertura del tetto a verde.

Un intero quartiere dedicato ai temi che sempre di più stanno dominando l'edilizia di qualità nel mondo. Dimentichiamo per un momento la scala innaturale di questo intervento, che ricorda tanto infelici esperimenti da noi già fatti negli anni '70 ispirati alla celebrazione del "loculo" intensivo (come Corviale a Roma, o peggio ancora Le Vele a Palermo), e prendiamo in considerazione solo la complessità dell'edificio e le opportunità che sono state colte nel voler mettere tante persone ad abitare nello stesso luogo.

Il fatto di poter scegliere di costruire ex novo una città e di volerla edificare interamente in architettura sostenibile consente, a una scala molto grande, di ottenere grandi risultati in termini di efficienza energetica. Pensiamo alla grande superficie a verde che un tetto come questo permette di avere, all'abbattimento dell'isola di calore estiva (anche se siamo in Danimarca, il problema è sentito fortemente) che un giardino pensile garantisce, all'ossigeno che produce, alla coibentazione che regala d'inverno, eliminando la dispersione termica dal tetto.

Pensiamo all'uso che di questo tetto possono fare gli abitanti, come avere un parco di 1700 mq in casa. Da ogni sua finestra 8TALLET vanta una vista sul Kalvebod Faelled che confina con l' Ørestad - Copenhagen il nuovo quartiere urbano internazionale, a soli 12 minuti con la metropolitana dal centro di Copenaghen e Kongens Nytorv.

Le abitazioni sono 476, tra attici, appartamenti e ville urbane e tutte hanno un pezzettino di giardino o un terrazzo privato. L'orientamento est-ovest fornisce a ogni unità abitativa ampia illuminazione naturale, e questo è il più importante e sensibile accorgimento di architettura sostenibile che è stato applicato oltre al tetto verde. Lo studio dell'orientamento corretto di un'abitazione infatti permette che questa possa sfruttare la luce naturale del sole per tutta la giornata, accumulando calore o ventilando nella stagione calda nella maniera più naturale e corretta.

Le ampie finestrature sono proprio pensate a questo scopo e, assieme all'utilizzo di materiali da costruzione a basso impatto ambientale e al riscaldamento a pannelli a bassa temperatura, contribuiscono a rendere le prestazioni energetiche di questo complesso straordinariamente competitive.

L'esempio è quindi da tenere in grande considerazione per l'attenzione importante della amministrazione pubblica danese orientata al rispetto dell'ambiente, al basso impatto ambientale e al risparmio energetico.

Se poi lo sforzo progettuale fosse riuscito in questo caso a portare un risultato più gradevole e meno intensivo, credo che l'architettura sostenibile ne avrebbe guadagnato molto soprattutto in immagine internazionale. Per fortuna questo, anche se tecnicamente efficace, è uno dei rarissimi se non unici esempi nel mondo di architettura sostenibile orrenda.
Consideriamola un'eccezione che conferma la regola.
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Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
e Antonella Cicalò

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