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IL LOUVRE E L’ARTE ISLAMICA
Parigi: La nuova area espositiva del Louvre a opera degli architetti Bellini e Ricciotti.

Un luogo insolito da inserire d’ora in poi nei prossimi appuntamenti parigini è il dipartimento del Louvre, dedicato alle Arti dell'Islam. Soprannominato "il velo islamico" il suggestivo espositivo si identifica proprio come un drappo leggero e dorato immortalato pochi attimi prima di toccare il suolo.

Sorge all'interno della settecentesca Corte Visconti e rappresenta il secondo edificio moderno del Louvre, realizzato a distanza di 20 anni dalla famosa Piramide di Ming Pei.
La struttura, per rispondere a un'idea di "integrazione dolce e senza violenza" con l'edificio preesistente, molto cara ai progettisti, è stata pensata come ipogea, su due livelli, ed è stata realizzata con materiali che ne esaltano il concetto di leggerezza.

Entrando nello spazio museale infatti, pur essendo circondati da pareti scure di cemento cerato e pavimenti di pietra nera, non ci si sente affatto sotto terra perché si attraversa uno spazio colmo di luce diffusa.

Il "velo" con la sua doppia pelle, costituita da uno strato esterno di pannelli di cristallo e uno interno in maglia di acciaio, permette al visitatore di vedere, al di là del gioco di pieghe e onde, le facciate della corte esterna e il cielo parigino.

Il tutto è modulato in modo da graduare l'intensità della luce ed evitare l'abbagliamento, soprattutto in estate, quando il livello di luce negli spazi espositivi non supera il livello lux richiesto per la corretta conservazione dei manufatti e il comfort dei visitatori.

Un'opera molto suggestiva ma questo o poco più è tutto ciò di cui giornali, articoli e siti web non fanno altro che parlare: la poetica suggestione che accompagna il visitatore attraverso gli oltre 3500mq di esposizione sull'arte islamica.

«L'arte è un terreno neutro d'incontro tra i popoli» spiegano i progettisti, ma in questo caso non va dimenticato che le aree geografiche in cui l’Islam ha avuto la sua culla, sono anche quelle che hanno ispirato i maggiori principi della architettura sostenibile, molte migliaia di anni fa.

Proprio con questa consapevolezza suggeriamo una visita che offrirà molto di più della esposizione dei singoli manufatti, vista la qualità rarefatta dello spazio che evoca in ogni sua forma la realtà culturale in cui questi sono stati prodotti.

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