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BOLLA AL LARGO
In tempo di vacanze si è più disposti a scoprire progetti di architettura sostenibile anche un po' improbabili. In realtà quello che sembrava impossibile, oggi è già realtà. Si chiamano Eco-Floating vacations, vacanze eco-galleggianti, e ce ne sono di tutti i tipi. Questa proposta del Remistudio Ark Hotel, disegnato dagli architetti russi del Remistudio di Mosca, è un albergo bioclimatico con un sistema autonomo a ciclo chiuso perfettamente efficiente e riproducibile ovunque, a fabbisogno energetico bassissimo.

È un esperimento volto a preservare l'ambiente, Illuminato naturalmente grazie a un tetto completamente trasparente che consente al sole di scaldarlo in maniera del tutto naturale. Turbine ad aria producono energia come anche i pannelli solari distribuiti lungo la copertura, e la trasferiscono a grandi accumulatori nascosti nella base dell'edificio. L'acqua piovana è raccolta in grossi serbatoi alla base, e viene scaldata per tutti gli usi interni dell'albergo.

Il Remistudio Ark Hotel, è un progetto sperimentale ideato in collaborazione con l'International Union of Architects' program "Architecture for disaster relief" (ndr: architettura per emergenze a seguito di disastri), può essere realizzato in ogni tipo di clima, in regioni ad alto rischio sismico a causa delle fondamenta a forma di conchiglia, molto adattabili, che consentono la distribuzione dei pesi in maniera molto mobile lungo tutto il corpo dell'edificio in caso di terremoti.

È una architettura sostenibile tutta prefabbricata che garantisce anche grande velocità di costruzione.
Grazie all'interessante impostazione "ermetica", all'interno della bolla si creano le condizioni climatiche ideali alla sopravvivenza di persone e vegetazione, indipendentemente dal clima esterno. Ecco che così l'albergo (che può essere definito anche come piccolo villaggio autonomo) può essere collocato sia in mare aperto, che in un deserto, che in alta montagna, senza che questo intervenga in alcun modo sul comfort interno.

I principi di bioclimatica che permettono questo sono molto semplici: si tratta semplicemente di applicare principi elementari di fisica tecnica (termodinamica dei fluidi) nella gestione della circolazione dell'aria, attraverso la creazione spontanea, o provocata, di aree con pressione diversa, così da far spostare l'aria in maniera naturale e ad una temperatura naturale.
Gli stessi principi, in maniera meno suggestiva ma altrettanto efficace si adottano ormai ovunque nelle abitazioni in bioarchitettura, che garantiscono lo stesso comfort con fabbisogno energetico minimo e grande risparmio di energia.

Si tratta solo di considerare ormai questi sistemi come prerequisiti obbligatori nella architettura ordinaria. Molti già lo fanno. Purtroppo non tutti, con grande spesa per gli impianti ormai del tutto inspiegabile.
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Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
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