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Green Time

Attualmente i consumatori sono convinti che la sostenibilità sia la risposta giusta alla gestione responsabile delle risorse del pianeta. Ma in un mondo dove le aziende continuano a fare green washing, agire realmente in modo sostenibile sta diventando sempre più difficile in quanto si rischia di compiere errori in modo inconsapevole.

Ogni singola attività quotidiana che un consumatore compie infatti ha un costo intrinseco che spesso non si conosce o non si considera che trasforma una buona azione in cattiva. Per provare a capire quali possano essere gli errori più diffusi che ognuno di noi non si accorge di attuare, abbiamo cercato di riassumerli e di trovare le soluzioni alternative effettivamente più sostenibili.

Quando andiamo a fare la spesa al supermercato ci è stato insegnato che usare le borse di plastica è sbagliato mentre scegliere quelle di cotone è la scelta corretta. Questo sarebbe giusto solo se usassimo quelle che già possediamo e non ne comprassimo di nuove. Infatti, se venissero paragonati i processi di produzione di un sacchetto di plastica rispetto a quello di cotone, quest’ultimo dovrebbe essere usato 20.000 volte o per circa 55 anni per poter avere lo stesso impatto ambientale rispetto al sacchetto monouso di plastica. Il cotone infatti è un materiale che richiede un alto costo di risorse ambientali sia per l’elevata richiesta di acqua sia per l’uso di prodotti chimici durante la sua produzione che riducono lo strato di ozono del pianeta.

A proposito di acquisti di borse ma soprattutto di capi di abbigliamento, la regola fondamentale è: non acquistare per seguire una moda ma solo quando se ne ha effettivamente bisogno. E in questo caso, scegliere aziende che rispecchino in ogni aspetto l’eticità tanto professata. Bisogna infatti ricercarla nei materiali di cui sono composti i prodotti, nelle certificazioni ambientali dei processi di produzione, nel tipo di packaging scelto, nel modo in cui è allestito un negozio e nella partecipazione a campagne di riuso e riciclo. Non bisogna infine dimenticare tutto il modo dell’usato e del vintage che sicuramente aiuta a dar nuova vita a capi ancora pronti ad essere indossati da un nuovo proprietario.

Per quanto riguarda il tema del riciclo, è fondamentale seguire questo principio: se lo si fa, deve essere fatto bene. Basti pensare che un solo prodotto sbagliato inserito nel contenitore di riciclo, rende tutto il carico nullo. Come quando vediamo sacchetti di plastica usati per buttare la carta nel suo contenitore dedicato. Quindi, nel caso in cui si abbiano dei dubbi, in primis bisogna informarsi su tutti i portali online a disposizione e nel caso in cui non si sappia cosa fare, piuttosto buttarlo nell’indifferenziato ma mai rischiare di danneggiare una raccolta rifiuti specifica.

In generale comunque, bisogna seguire poche regole auree che comprendono ogni categoria di prodotto e di attività e cioè:

  • “meno si butta meglio è”: qualsiasi oggetto di nostra proprietà, prima di buttarlo, si può provare a destinarlo ad una nuova funzione, a trasformarlo in arte o a regalarlo. Infatti, meno sovraccarichiamo il sistema dei rifiuti, più proteggiamo l’ecosistema. Non peraltro, ormai è evidente che si debba adottare l’economia circolare e abbandonare quella lineare diventata totalmente incompatibile con gli obiettivi di salvaguardia del pianeta;
  • “se i tragitti lo permettono, meglio andarci con le proprie gambe”: sia che si tratti di car sharing o di mobilità elettrica, muoversi a piedi non genererà mai l’inquinamento prodotto da ogni altra scelta di trasporto;
  • “se non si riesce a pronunciare, non comprarlo”: dagli alimentari ai cosmetici, qualsiasi prodotto che contiene tra gli ingredienti elementi dal nome complicato, vorrà dire che non è così naturale come si definisce ma bensì sarà ricco di composti chimici.

Se volessimo proseguire con questi tipi di ragionamenti, ci sarebbero ancora numerosi aspetti da analizzare. Quello che è sicuro è che molto probabilmente in questo momento ognuno di noi possiede già tutto ciò di cui ha bisogno. L’unica cosa che gli serve invece è la fantasia e la creatività di usare le proprie risorse in un modo più efficiente cercando dentro di sé la soluzione alle proprie esigenze.

 

Foto di Seksak Kerdkanno da Pixabay

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