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AMIANTO: DA PERICOLOSO RIFIUTO A RISORSA

Categoria // Green Practice

A Sedegliano, in Friuli, è stato avviato il primo progetto pilota per la realizzazione di un impianto industriale che trasformerà le fibre di amianto in materie prime riutilizzabili nel ciclo produttivo.

Megliopossibile - Amianto: da pericoloso rifiuto a risorsa
Megliopossibile - Amianto: da pericoloso rifiuto a risorsa

Sorgerà a Sedegliano, piccolo comune in provincia di Udine, il primo impianto industriale in grado di "riciclare" l'amianto. Il pericoloso scarto verrà reso inerte e trasformato in materie prime commercializzabili grazie a un innovativo processo di smaltimento a base di siero di latte.

La scoperta
Il processo - messo a punto solo nove mesi fa dal Chemical Center, spin off del dipartimento di chimica dell'Università di Bologna - è composto da due fasi. La prima, a temperatura ambiente, avviene in un reattore in vetroresina e vede interagire l'eternit (cemento e amianto) con il siero di latte esausto (rifiuto zootecnico). Dalla reazione si libera anidride carbonica e vengono prodotti acqua, ioni calcio e fibre di amianto. La seconda fase (di cui sono protagoniste le fibre di amianto), invece, avviene a una temperatura 150-180°C e produce una soluzione di ioni metallici recuperabili per via elettrochimica e fosfati, silicati e batteri morti utilizzabili come fertilizzanti, spiega Giovanni Viola, amministratore unico di Chemical Center, al Corriere della Sera.

In questo modo non solo vengono "eliminati " il siero di latte e l'amianto - uno dei rifiuti tossici più difficilmente smaltibili - senza produrre alcun tipo di scarto, ma anche generate materie prime riutilizzabili nel ciclo produttivo, con conseguenti vantaggi ambientali ed economici. 

Il passo dal laboratorio alla realtà
La notizia della scoperta è corsa rapida e ha subito catturato l'attenzione di Alberto Steolo, titolare dell'azienda Friulana Costruzioni Srl di Sedegliano: «E' stata un'intuizione: all'epoca eravamo impegnati nella costruzione del centro raccolta amianto a Pannellia di Codroipo, reso recentemente operativo, e con la consociata Friulana Ambientale eravamo già specializzati in bonifiche ambientali, è bastata qualche settimana per capire che l'abbinata sarebbe stata vincente e poco dopo abbiamo preso contatto per saperne di più». «Quello che mi ha maggiormente entusiasmato del progetto – continua Steolo - è che non vi siano emissioni in atmosfera e che venga creato un alto valore aggiunto dalla trasformazione di due rifiuti abbinati insieme, nel nostro caso siero di latte e amianto. Ma non è finita qui, il siero è solo una delle materie in analisi di valutazione, non l'unica: siamo interessati anche ad altri scarti di lavorazione della filiera agricola aventi base acida, anche questo fa parte dello studio di fattibilità».

E così il processo, finora sperimentale, si avvia a diventare un innovativo brevetto industriale. Grazie a un contratto di esclusiva sottoscritto dallo spin off e dall'azienda friulana, sono stati infatti avviati gli studi preliminari e di laboratorio per la progettazione dell'impianto.

La Redazione

Pubblicato:

Venerdì, 20 Settembre 2013

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