il primo magazine sulla sostenibilità applicata

CHI HA FATTO I MIEI VESTITI?
La sostenibilità, nel campo della moda, non può più fermarsi all’uso di materiali innovativi o “green”: la moda sostenibile nasce dal perfetto equilibrio tra rispetto dell’ambiente, delle persone, dell’estro creativo e del profitto economico.

Quante volte ci capita di guardare l’etichetta del capo che vogliamo acquistare, in cerca della famosa scritta made in… per capire dov’è stato prodotto? Sicuramente tante. Ce lo chiediamo per diffidenza, ce lo chiediamo per sicurezza, ce lo chiediamo per capire se quella maglietta è frutto di decine di ore di piccole laboriose manine che dovrebbero essere impegnate a giocare con le bambole o con una palla.

C’è chi crede che a partire da questa domanda si dovrebbe dar vita ad una vera e propria rivoluzione nel campo della moda. È il caso di Marina Spadafora, bolzanina che, dopo aver fondato una piccola impresa di moda e dopo aver lavorato per grandi nomi nel campo del fashion, ha lasciato il mondo dei riflettori per dedicarsi ad una linea di moda più consapevole.  Divenuta direttrice artistica di Auteurs du monde, progetto dedicato alla moda etica e sostenibile di Altromercato, ha potuto trasferire nel suo lavoro i suoi ideali: “un conto è andare a lavorare dove le condizioni imprenditoriali sono favorevoli, altro è lo sfruttamento disumano. E quando ho capito e visto tutto questo ho cambiato rotta”.  Auteurs du monde nasce nel 2011, permettendo ad oltre 30 comunità di artigiane, provenienti da Asia, Africa ed America Latina e vittime di sfruttamento, di introdurre sul mercato i loro prodotti. Il progetto di Altroconsumo da una parte supporta finanziariamente i produttori, pagando il 50 % del dovuto al momento dell’ordine ed il resto alla consegna della merce, dall’altra importa i beni a prezzi corrispondenti al reale valore del lavoro che li ha prodotti. Questo significa dare ai prodotti un prezzo “equo”, che tenga conto delle ore di lavoro degli artigiani e della loro formazione tecnica, garantendo loro, quindi, una retribuzione dignitosa. Non ultimo, l’abbigliamento e gli accessori di questa linea di moda sono perlopiù frutto di lavorazioni in loco di materie prime a km0 (lana, cotone, alpaca, ecc.) in grado di valorizzare e rendere attuali le tradizioni del luogo di produzione.

Grazie a questa filiera produttiva sostenibile a tutto tondo, resa ancora più accattivante dal sapore etnico di terre lontane, Marina Spadafora sarà insignita il 23 Giugno del premio Women Together Award, volto a promuovere attività imprenditoriali in grado di combinare etica ed economia. 

Photo credit: http://www.key4biz.it/spotsocial-fashion-revolution-day-la-campagna-per-gli-acquisti-sostenibili/121129/

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Dalla chiocciola al green building


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