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CONVENTO DI…. APERTURA: Riabilitazione dell’Antico Ospedale San Jeronimo
L’intervento è stato parte del Programma di Recupero del Patrimonio Architettonico lanciato dal Governo dell’Andalusia e che prevede due obiettivi principali: il recupero delle caratteristiche architettoniche degli edifici di valore e la loro riabilitazione a Sede Municipale.

Quante volte ci è capitato di passare davanti a grandiosi antichi edifici oggi in stato d’abbandono?  In quanti abbiamo sperato, tornando a casa,  di poter non vedere più  quella vecchia fabbrica, scuola o magazzino abbandonati dall’altra parte della strada? 

 

Troppo spesso questi vecchi ruderi senza più identità o funzione rimangono all’interno della città moderna, a testimonianza di un passato che non c’è più, ma senza che venga loro offerta una seconda possibilità, in un limbo di degrado in cui aleggia sempre la domanda “demolire o ristrutturare?”

 

Ristrutturare!

 

E’quello che è accaduto per la Riabilitazione dell’Antico Ospedale San Jeronimo, a Marchena, Siviglia, dove la seconda chance è arrivata addirittura dalla pubblica amministrazione che l’ha inserito all’interno del Programma di Recupero Comunale.

 

A seguito di un concorso di idee, l’incarico è stato assegnato all’arch. Gonzalez Cordon dello studio SV60, che ha presentato una proposta molto interessante e rispettosa della preesistenza, in grado di dare nuova vita e identità all’antico ospedale.

 

La struttura, realizzata nel XVI secolo, presentava in origine un chiostro conventuale interno, progressivamente  alterato da successivi interventi e superfetazioni, attraverso muri che nascondevano sia il chiostro che le originali decorazioni.

 

L’intervento, finanziato per l’80% dal Ministero “Vivienda y Ordenación del Territorio”, e per il restante 20% da Comune, ha permesso, con l’inserimento di una struttura bianca e leggera, di preservare l’intimità dei luoghi interni, protetti dall’alto muro della facciata principale, e donare nuova vita al chiostro rinascimentale, con la creazione di una chiusura in vetro che esalta le geometrie originali e ridona l’antico splendore agli spazi ora dedicati alla collettività.

 

Al fine di ripristinare gli aspetti statici e la sicurezza richiesta per la nuova funzione di centro culturale si è dovuto demolire e ricostruire parte delle strutture portanti, come anche la copertura.  L’ospedale presenta oggi un nuovo tetto, ventilato per ottimizzare la coibentazione invernale ed estiva, con nuove capriate metalliche ed esternamente parte dei coppi antichi reimpiegati.

In alcune parti della copertura sono stati inseriti anche dei lucernari per rendere vivibili le parti più sfortunate del vecchio impianto conventuale.

La facciata esterna è stata invece in parte caratterizzata con elementi metallici verniciati di bianco che fungeranno da frangisole, mentre tutti i serramenti sono stati sostituiti con nuove tipologie in legno.

 

E’ un intervento ben riuscito e molto elegante che non cancella la storia dei luoghi ma vi si lega in modo gentile e sostenibile, a dimostrazione del fatto che a volte le seconde opportunità vanno date.

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Dalla chiocciola al green building


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