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SE QUESTA È UNA GABBIA
Anche una gabbia può ambire a vincere un premio internazionale. L’architettura sostenibile di qualità non ha confini.

Il palmeto nel Parco de la Ciutadella a Barcellona è un piccolo giardino di 1.500 mq composto da una vasta collezione di palme di diverse altezze e una fitta vegetazione tropicale. È sempre stato utilizzato come habitat per i pappagalli e costituisce un piccolo zoo tematico. La sua posizione remota e la presenza rumorosa e colorata degli uccelli trasformano il luogo in un'oasi esotica all'interno del parco e un posto unico all'interno della città.

Il design delle gabbie è stato sviluppato con materiali naturali seguendo le istruzioni dei tecnici dello zoo. La superficie totale di ogni unità è 21,5 mq, di cui 14,40 mq può essere visto dal grande pubblico. Il resto è diviso in 5,20 mq, zona notte, e 4,90 mq di corridoio per la manutenzione. La struttura principale della gabbia è composta da diversi tubi di metallo pieghevoli che si chiudono in alto come un covone di grano in metallo.

Il progetto delle gabbie, degli architetti catalani Enric Batlle & Joan Roig, è abbastanza complesso, e ognuna è diversa dall’altra in modo da organizzare il giardino nei suoi percorsi, così da avvicinare il visitatore a tutte le specie di uccelli senza che la presenza delle persone li disturbi.

Il criterio principale è stato organizzare le gabbie in modo apparentemente casuale in modo da offrire al visitatore prospettive sempre diverse, creando un sistema che può essere percepito come apparentemente privo di qualsiasi regola. La sua immersione nel palmeto è impostata a criteri di compresenza di ambiente naturale e ambiente costruito, nel pieno rispetto del territorio e del suo ecosistema.

Questo progetto ha vinto nel 2009 il World's Best Display Building, uno dei premi di architettura oggi più ambiti, proprio perché soddisfa le esigenze contrapposte del paesaggio e delle persone in visita con le esigenze particolari di questa specie di uccelli, ossia necessità sia di interazione sociale sia di solitudine al buio più totale. Ciò è stato ottenuto appunto attraverso un utilizzo innovativo della luce naturale e di materiali naturali diversi, telai tubolari, reti e schermi in legno, con una architettura sostenibile semplicissima ed essenziale.

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Dalla chiocciola al green building


Architettura Sostenibile


di Isabella Goldmann
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